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Venerdì, 22 Marzo , 2019
Più contratti stabili, ma sale la cassa integrazione
Enrico Marro - Corriere della Sera - pag. 33
Dal mercato del lavoro arrivano segnali contrastanti. In aumento disoccupazione e cassa integrazione; salgono pure i contratti a tempo indeterminato, in particolare le trasformazioni di precedenti rapporti a termine. Segnali che sono il frutto del rallentamento dell’economia e del dl Dignità che ha aumentato i vincoli e gli oneri sui contratti a termine i quali sono scesi di numero soprattutto perché non rinnovati. Questo ha determinato nuova disoccupazione. A evidenziarlo i dati dell’Osservatorio sul precariato e il Report su cassa integrazione e disoccupazione. A gennaio, rispetto allo stesso mese del 2018, sono quasi raddoppiate le trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato. Sempre a gennaio il saldo delle nuove assunzioni ha raggiunto quota 161.263 con un balzo del 110%. (Ved. anche Il Sole 24 Ore: ‘Inps: tornano a crescere Cigs e domande di disoccupazione’ – pag. 3)

Più controlli e meno navigator per il ‘reddito’
Giorgio Pogliotti - Il Sole 24 Ore - pag. 3
Dopo il via libera della Camera il decretone torna al Senato per l’approvazione finale che dovrà arrivare prima del 29 marzo. Le modifiche apportate al testo durante l’esame parlamentare prevedono maggiori controlli contro i furbetti, accesso al reddito di cittadinanza facilitato per le famiglie con componenti non autosufficienti o diversamente abili, eliminato il requisito dei 45 anni per il riscatto agevolato della laurea e per i dipendenti pubblici in pensione con quota 100 la possibilità di avere subito 45mila euro come anticipo del Tfs. La Camera ha anche recepito l’accordo Governo-Regioni dimezzando da 6mila a 3mila il numero di navigator da assumere nei centri per l’impiego. Le imprese che assumono a tempo pieno un percettore del reddito di cittadinanza potranno godere di uno sgravio che va da 5 a 18 mensilità riconosciuto anche in caso di contratti di apprendistato. Previsto un limite temporale di 36 mesi entro il quale se l’impresa licenzia il lavoratore, dovrà restituire il beneficio.

Diritto di parcheggio per usucapione
Guglielmo Saporito - Il Sole 24 Ore - pag. 26
Via libera alla ‘servitù di parcheggio’. Ad affermarlo la Corte di cassazione con la sentenza n. 7561 del 18 marzo 2019. Sul tavolo dei giudici era finito il caso riguardante quattro posti auto in Venezia lido, nei pressi di un noto albergo: i posti auto erano stati venduti, ma non in piena proprietà, bensì come ‘diritto di parcheggio’. Questo ha dato luogo ad una lite, perché le norme vigenti in tema di servitù non prevedono molte delle utilità dei tempi moderni. La possibilità di parcheggiare, per chi non è proprietario dell’area, è stata infatti sempre intesa come diritto personale, cioè come facoltà consentita a una persona specifica, vantaggio che cessa con il venir meno della persona. Con la sentenza 7561 i giudici hanno promosso il parcheggio a vero e proprio diritto separabile dal diritto di proprietà. All’interno del diritto di proprietà è stata dunque scissa una specifica utilità, la servitù di parcheggio la quale non è legata a una singola persona.

Nel market abuse retroattive le sanzioni amministrative più lievi
Giovanni Negri - Il Sole 24 Ore - pag. 27
Valgono anche per il passato le sanzioni amministrative più lievi previste per l’abuso di informazioni privilegiate e la manipolazione del mercato. Bocciata la disposizione sulla fase transitoria del decreto legislativo 72/2015. A stabilirlo la Corte costituzionale con la sentenza n. 63 depositata ieri. I giudici delle leggi hanno così accolto, sia pure in parte, le perplessità avanzate dalla Corte d’appello civile di Milano. La sentenza evidenza da una parte come sia assodato il principio della retroattività della legge più favorevole in materia penale, mentre sul fronte amministrativo non esiste un vincolo internazionale che imponga una soluzione analoga. Ma lo scenario cambia quando le sanzioni amministrative hanno, come nel market abuse, un accennato contenuto punitivo. L’elevato onere delle pene giustifica l’applicazione del regime più favorevole. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Sanzioni amministrative soft’ – pag. 29)

Nullità del trust, si può scegliere la giurisdizione
Angelo Busani - Il Sole 24 Ore - pag. 27
Spetta al giudice italiano giudicare la validità di un trust costituito all’estero da un disponente italiano a favore di un beneficiario italiano e con nomina di un trustee non di nazionalità italiana. Ad affermarlo la Cassazione a Sezioni unite con l’ordinanza n. 7621 dello scorso 18 marzo. I giudici di legittimità stabiliscono che: se nell’atto istitutivo di un trust vi è una clausola che stabilisce la competenza di un dato giudice per la materia della administration del trust stesso, tale clausola non vale qualora sia instaurato un giudizio per la dichiarazione di nullità del trust; inoltre, è competente il giudice italiano per la causa promossa per far dichiarare la nullità di un trust istituito nelle Isole Cayman da un disponente italiano avente come beneficiario una fondazione di diritto italiano e come attuale trustee una società di diritto svizzero. La causa era giunta in Cassazione per lamentare la nullità del trust sotto vari profili. Nell’ambito di questo giudizio ci si è chiesto quale fosse il giudice competente a giudicare la questione di invalidità dell’atto istitutivo del trust.

L’azienda fallisce ma non molla
Marcello Pollio - Italia Oggi - pag. 28
L’articolo 2 del cosiddetto ‘sblocca-cantieri’, approvato dal Consiglio dei ministri, prevede che anche l’impresa fallita potrà proseguire gli appalti aggiudicati. Grazie al curatore fallimentare avrà la possibilità di proseguire e ultimare i contratti già stipulati dall’impresa con l’autorizzazione del giudice delegato. Si tratta di una novità importante in quanto il fallimento era una delle cause ostative alla prosecuzione dei contratti pubblici. Tale opzione viene così estesa anche alle altre ipotesi di crisi d’impresa. La continuazione di contratti pubblici può avvenire solo in presenza di una attestazione di un professionista designato dal debitore il quale deve attestare la conformità al piano e la ragionevole capacità di adempimento. La possibilità di prosecuzione degli appalti è permessa solo nella fase in cui la procedura è stata già ammessa dal tribunale e il piano del debitore formulato e depositato.

No a verifica Iban
Giovanni Galli - Italia Oggi - pag. 30
Banche e Poste non sono obbligate a verificare la corrispondenza dell’Iban col nome del beneficiario. A stabilirlo la Corte di Giustizia della Ue con la sentenza C-245/2018 depositata ieri. Sia un’interpretazione letterale della direttiva sia un’interpretazione logico-sistematica conducono ad affermare che i prestatori di servizi di pagamento non hanno l’obbligo di verificare se l’Iban fornito dall’utente corrisponda effettivamente al beneficiario. La ragione è che la direttiva mira a garantire il trattamento completamente integrato e automatizzato delle operazioni e a migliorare l’efficienza e la rapidità dei pagamenti.

L’Inps taglia gli sconti ai giovani
Daniele Cirioli - Italia Oggi - pag. 35
Con la circolare n. 25/2019 l’Inps ha comunicato gli importi dei contributi per l’anno in corso che devono versare artigiani e commercianti. A cominciare da quest’anno l’Istituto nazionale di previdenza non riconosce più gli incentivi previsti dalla legge n. 233/1990. Pertanto, si riducono le agevolazioni contributive ai giovani artigiani e commercianti d’età inferiore ai 21 anni. I giovani collaboratori che l’anno scorso hanno pagato i contributi in misura del 21%, cioè con tre punti in meno, quest’anno devono pagare lo 0,45% in più.

Rdc, premiate le assunzioni di apprendisti
Daniele Cirioli - Italia Oggi - pag. 35
L’articolo 8 del dl n. 4/2019, come modificato dalla legge di conversione approvata ieri dalla Camera, premia le assunzioni con apprendistato di beneficiari del reddito di cittadinanza. Al datore di lavoro che assume a tempo pieno e indeterminato o con apprendistato soggetti fruitori del sussidio spetta, infatti, uno sgravio contributivo d’importo pari ai restanti mesi del Rdc non fruito dal soggetto neoassunto. L’agevolazione è riservata ai datori di lavoro privati. Presupposto per fruire dell’incentivo è aver comunicato alla piattaforma digitale Rdc la disponibilità di posti di lavoro.


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