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La formazione è cardine per lo smart working
Stefania Radoccia - Il Sole 24 Ore - pag. 24
I dati dell’Osservatorio del Politecnico di Milano dicono che, dal 2013, gli occupati in qualche forma di lavoro smart sono aumentati del 60%, per un totale di oltre 305mila lavoratori, mentre il 36% delle grandi imprese ha implementato politiche di lavoro agile, per lo più quando ancora non vi era la legge 81/2017. In Europa l’Italia è fanalino di coda sul lavoro agile: solo l’8% dei lavoratori italiani lo utilizza, di questi solo l’1% lo fa in modo regolare, mentre il 5% occasionalmente. L’interrogativo è se nel prossimo futuro il lavoro agile sarà maggiormente utilizzato. La legge 81/2017 ha introdotto una serie di adempimenti e vincoli, in primis la forma scritta. Al lavoratore smart viene riconosciuto l’apprendimento permanente e la periodica certificazione delle competenze. Gli esperti sono convinti che i vincoli formali e burocratici dello smart working non impediranno il trend crescente. Gli accordi sul lavoro agile dovranno concentrarsi sui temi della formazione, dell’ecosostenibilità e della responsabilizzazione.

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