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Licenziamenti, parola ai giudici
Daniele Cirioli - Italia Oggi - pag. 38
Con la sentenza n. 194 depositata ieri la Corte costituzionale ha affermato che spetta al giudice quantificare l’indennità dovuta al lavoratore licenziato ingiustamente, entro i limiti, minimo e massimo, di 4 (6 dopo il dl Dignità) e 24 mensilità (ora 36) di retribuzione, tenendo conto non solo degli anni di lavoro prestati, ma anche del numero di dipendenti dell’azienda, della dimensione, del comportamento e delle condizioni delle parti. I giudici delle leggi hanno dichiarato illegittimo l’articolo 3, comma 1, del Dlgs 23/2015 limitatamente alle parole ‘di importo pari a due mensilità dell’ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del Tfr per ogni anno di servizio’. Secondo la Corte la sola anzianità di servizio non è un criterio lecito a fissare l’indennità perché è un meccanismo che la rende ‘rigida’ e ‘uniforme’ per tutti i lavoratori con pari anzianità, traducendosi in una sorta di liquidazione ‘forfettizzata e standardizzata’ per l’ingiusta perdita del posto di lavoro. (Ved. anche Il Sole 24 Ore: ‘Licenziamenti illegittimi con indennizzi personalizzati’ – pag. 34)

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