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Sabato, 23 Settembre , 2017
Fisco, subito i nuovi indici per avvocati e ristoratori
M.Sen. - Corriere della Sera - pag. 45
Già con la dichiarazione dei redditi di quest’anno, avvocati, ristoratori, parrucchieri e rappresentanti di commercio saranno tra i primi contribuenti a sperimentare i nuovi Indici sintetici di affidabilità fiscale che prendono il posto degli studi di settore. L’anno prossimo saranno 70 le categorie di attività economiche che saranno soggette ai nuovi Isa. Riguarderanno 1,4 milioni di contribuenti. Poi a gennaio saranno individuati altri Indici e progressivamente troveranno applicazione per arrivare, a regime, a 4 milioni di lavoratori. I nuovi Isa calcolano l’affidabilità di ciascun contribuente in una scala da 1 a 10, cui corrispondono benefici fiscali crescenti. Maggiore sarà il ‘voto’, maggiori saranno i vantaggi per il contribuente, con limiti alla tipologia e ai termini degli accertamenti fiscali fino all’esonero del visto di conformità per le compensazioni Iva e delle garanzie per i rimborsi. (Ved. anche Il Sole 24 Ore: Pagelle fiscali con premi-fedeltà’ – pag. 17 e Italia Oggi: ‘Pronti al decollo i primi 70 Isa’ – pag. 27)

Airbnb bussa al Tar contro la tassa sugli affitti brevi
Francesca Milano - Il Sole 24 Ore - pag. 17
Affitti brevi. I vertici di Airbnb Italia non ci stanno e hanno presentato ricorso al Tar del Lazio contro il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate che detta le regole attuative della legge che ha istituito la tassa sugli affitti brevi. Intanto dal 6 settembre è attivo al Mef un tavolo tecnico per cercare una soluzione. Durante il primo incontro il viceministro Casero aveva sottolineato ‘l’impegno a risolvere le problematiche operative sorte e a proporre possibili modifiche legislative che rendano l’intero settore più moderno e maggiormente proiettato alla crescita’. L’Agenzia delle Entrate sta lavorando ad un tutorial da diffondere tra gli operatori per arrivare all’adempimento del 16 ottobre senza problemi. I vertici di Airbnb ribadiscono che vogliono una soluzione al passo con i tempi e sono disponibili a collaborare con il Fisco, ma hanno deciso di portare avanti il ricorso al Tar. Secondo la società, infatti, il provvedimento violerebbe la direttiva comunitaria 1535/2015.

Giacenze di magazzino sempre oggetto di valutazione
Giovanni Negri - Il Sole 24 Ore - pag. 17
La Terza sezione penale della Corte di cassazione, con la sentenza n. 43817 depositata ieri, ha chiarito che le valutazioni pesano anche nel penale tributario. Non solo sul falso in bilancio, dove sono state oggetto di una faticosa introduzione nel perimetro penale. E possono condurre al proscioglimento del reato di dichiarazione infedele. Il valore da attribuire alle giacenze di magazzino, allora, ben può essere il risultato di una valutazione da parte dell’imprenditore. Le stesse non possono essere ancorate a un’applicazione matematica di valori come sostenuto dal Pm. Inoltre, nel determinare il valore reale attuale delle giacenze vanno considerati elementi come la vetustà, l’obsolescenza e la deperibilità. Trattandosi di un dato valutativo deve trovare applicazione il margine di tolleranza del 10% per l’irrilevanza della dichiarazione infedele. I giudici di Piazza Cavour hanno revocato quindi il sequestro di quasi 200mila euro disposto dal Gip. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Evasione, la tolleranza del 10% anche su giacenze di magazzino’ – pag. 28)

Per gli standard internazionali rilevanza a partire dal 2005
Antonio Iorio - Il Sole 24 Ore - pag. 17
La Corte di cassazione, con la sentenza n. 22099 depositata ieri, ha chiarito che i principi contabili internazionali sono applicabili dal 2005 in poi. La conseguenza è che per il passato non valgono le regole di neutralizzazione previste dalla nuova norma solo per il periodo transitorio. Dunque, secondo i giudici di legittimità per il passato non si applica la clausola di salvaguardia che riguardava solo il periodo transitorio decorrente dal 2005 fino al 2007 cioè fino all’entrata in vigore della nuova norma. Inoltre, come chiarito dalle Entrate con la circolare 26/2012 la clausola di salvaguardia riguardava i contribuenti che contestualmente avessero adottato i principi contabili internazionali nel periodo transitorio indicato.

Spesometro ‘elastico’ sull’estero
Luca De Stefani - Il Sole 24 Ore - pag. 19
L’Agenzia delle Entrate ha fornito le ultime risposte sullo spesometro in scadenza il prossimo 28 settembre. Se la cessione di beni o la prestazione del servizio è resa a un soggetto passivo Iva comunitario, a un privato comunitario ovvero a un operatore economico o privato extracomunitario, i campi da valorizzare sono obbligatoriamente sia ‘IdPaese’, sia ‘IdCodice’. Nel primo campo va inserito l’identificativo del paese comunitario o extracomunitario. Nel secondo campo, invece, va obbligatoriamente inserita la partita Iva Ue del soggetto passivo Iva comunitario, mentre per il privato comunitario ovvero l’operatore economico o privato extracomunitario va inserito ‘qualsiasi estremo identificativo del soggetto cessionario. Quindi, si ritiene che si possa anche ripetere il cognome del cliente. In merito alle prestazioni alberghiere o di ristorazione all’estero, in cui il documento di spesa che si riceve è comprensivo dell’Iva del paese di consumo, se il prestatore è comunitario, la fattura ricevuta non va inserita nel modello Intra, mentre se è extracomunitario non va emessa l’autofattura. In Italia l’operazione si considera ‘fuori campo Iva’. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Comunicazioni fatture, chiarimenti non stop’ – pag. 28)

In arrivo la norma congela-sanzioni
Fe.Mi. - Il Sole 24 Ore - pag. 19
Via libera dell’Agenzia delle Entrate alla sospensione delle sanzioni sullo spesometro. Già il viceministro all’Economia, Casero, aveva anticipato la volontà dell’Esecutivo di avviare una fase sperimentale caratterizzata da una misura congela-sanzioni. Nell’incontro tenuto ieri i consulenti hanno esposto le criticità emerse durante gli invii dello spesometro. Proprio in tema di spesometro anche i commercialisti si sono espressi attraverso un comunicato con cui tornano a chiedere una proroga. Il presidente, Massimo Miani reclama lo slittamento dei termini a causa dei frequenti blocchi di accesso al portale e degli eccessivi ritardi. In merito alla rottamazione delle liti pendenti l’Agenzia delle Entrate si è impegnata a fornire a breve un tutorial che aiuti nel calcolo degli interessi.

Omessi versamenti, niente multe solo se c’è la forza maggiore
Laura Ambrosi - Il Sole 24 Ore - pag. 19
Omessi versamenti: stop alle sanzioni a patto che l’imprenditore mostri di aver adottato ogni misura per evitare la violazione. Solo l’evento imprevedibile costituisce causa di forza maggiore cui potrebbe discendere la non sanzionabilità. E’ quanto si legge nell’ordinanza n. 22153 depositata ieri della Corte di cassazione. Nel caso analizzato una società impugnava una cartella di pagamento con la quale erano pretese imposte per omessi versamenti e crediti indebitamente compensati. Per la contribuente erano inapplicabili gli interessi e le sanzioni poiché gli omessi versamenti erano dipesi dalla sopravvenuta crisi finanziaria. La causa di forza maggiore è il fatto che obbliga la persona a comportarsi in modo difforme da come voluto ed è per tale ragione che costituisce un’esimente al compimento di una violazione.

Dati fiscali senza protezione
Giovanni Galli - Italia Oggi - pag. 25
Basta avere le credenziali Entratel e, volendo, è possibile andare a vedere, copiare, modificare i dati trasmessi da tutti gli altri professionisti e intermediari. Il problema riguarda i dati trasmessi in queste ultime settimane relativi al nuovo spesometro, alle fatture elettroniche e alle liquidazioni Iva. La prova effettuata più volte ieri ha consentito di confermare che non vi sono blocchi del sistema e quindi chiunque, in possesso di un valido codice di accesso, è libero di navigare tra i dati trasmessi sia dagli intermediari che dagli utenti in proprio. Operativamente bastano cinque click per duplicare i dati di tutti i titolari di partita Iva obbligati alle trasmissioni telematiche di liquidazioni Iva e fatture.

Il riscossore temerario sborsa
Debora Alberici - Italia Oggi - pag. 29
Equitalia (ora Agenzia delle Entrate-Riscossione) è tenuta a risarcire il contribuente per la responsabilità processuale aggravata nel caso in cui essa avvii una causa in carenza oggettiva di ogni presupposto. Ma non basta. A liquidare i danni morali al cittadino è sempre il giudice tributario. Sono gli interessanti principi emersi dalla sentenza della Corte di cassazione n. 22159 depositata lo scorso 22 settembre. I giudici del Palazzaccio hanno condannato la società di riscossione a rifondere un contribuente del danno morale con 15mila euro.


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