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Accertamenti, l’esclusione dalla gara rischia di alimentare il contenzioso
Antonio Iorio - Il Sole 24 Ore - pag. 21
In presenza di contestazioni del fisco non definitive l’impresa rischia di essere esclusa dalla procedura di appalto. E’ quanto prevede il decreto Semplificazioni con un’integrazione alle cause di esclusione dalle gare pubbliche, contenute nell’art. 80 del codice degli appalti. La nuova norma che è in vigore dal 17 luglio prevede che un operatore economico possa essere escluso da una gara se la stazione appaltante sia a conoscenza e possa dimostrare che non abbia ottemperato agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse o dei contributi previdenziali non definitivamente accertati, qualora tale mancato pagamento costituisca una grave violazione. Questa previsione non trova applicazione se l’impresa ha pagato o si sia impegnata a pagare imposte e contributi, compresi interessi o multe, o quando il debito tributario o previdenziale sia comunque estinto, purché il tutto si sia perfezionato prima della scadenza del termine per le domande. In presenza di accertamenti non definitivi, la norma prevede una facoltà di esclusione in capo alla stazione appaltante. Tuttavia non individua il perimetro di questa facoltà. Ciò espone l’amministrazione a richieste di risarcimenti da parte dell’impresa interessata ma anche da parte degli altri concorrenti.

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